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CAMPAGNA AICS CONTRO IL DOPING

Pietro Mennea ha partecipato ai lavori del convegno organizzato dall'AICS sul tema "Lo sport a tutela della salute del cittadino - Doping un fenomeno sociale da non sottovalutare". L'evento si è svolto sabato 8 settembre 2007 presso la Sala Consiliare del Comune di Cervia. Mennea, memore delle sue radici AICS, ha sempre condiviso il nostro impegno per lo sport sociale e "pulito". L'AICS - nel corso della sua storia ultraquarantennale - ha denunciato i fenomeni degenerativi del doping che tentano di inquinare anche lo sport dilettantistico dove gli Enti di Promozione Sportiva svolgono un ruolo insostituibile per tutelare il prezioso patrimonio dei giovanissimi che si accostano all'attività motoria. La Direzione Nazionale AICS e Pietro Mennea hanno concordato una campagna di sensibilizzazione nel mondo dello sport, della scuola, dei media per diffondere una cultura dell'informazione-prevenzione (su tutti i manifesti AICS è già visibile il leitmotiv "No doping" che caratterizzerà la tessera associativa 2008).IMPEGNO CONTRO IL DOPING NEL DOCUMENTO DELL' UELa Commissione delle Comunità Europee ha diffuso, in data 11 luglio 2007, il "Libro bianco sullo sport". Nel paragrafo 2.2 è stato ribadito l'impegno di unificare le forze per battere il doping. Il doping rappresenta una minaccia per lo sport in tutto il mondo ed anche in Europa: mina alla radice il principio di una competizione aperta e leale, costituisce un fattore demotivante per lo sport in generale, mette quello professionistico sotto una pressione eccessiva, nuoce gravemente all'immagine del settore e minaccia seriamente la salute degli individui. A livello europeo la lotta contro il doping deve far leva su una dimensione repressiva e su una sanitaria e preventiva. Si potrebbero stabilire collaborazioni tra le forze dell'ordine degli Stati membri (guardie di confine, polizia nazionale e locale, dogane ecc.), i laboratori accreditati dall'Agenzia mondiale antidoping (WADA) e l'Interpol per scambiare in modo tempestivo e sicuro informazioni sulle nuove sostanze dopanti e sulle nuove pratiche. L'UE potrebbe sostenere tali sforzi attraverso corsi di formazione e costruendo una rete tra i centri di formazione per le forze dell'ordine. La Commissione raccomanda che il commercio di sostanze dopanti illecite sia trattato nello stesso modo del commercio di droga in tutta l'Europa Comunitaria.