Le Voci del Tevere

Un progetto cinematografico e culturale che racconta il fiume, i territori, le memorie e le tradizioni che ne custodiscono la voce

Le Voci del Tevere è un progetto di promozione culturale sostenuto da AiCS che attraversa i paesaggi, i racconti e il patrimonio immateriale legato al fiume Tevere. Un film che unisce cinema, memoria, identità locali e comunità, seguendo il corso del fiume tra Umbria e Toscana, con uno sguardo aperto all’intera valle del Tevere.

Scopri il progetto

Trailer e backstage

IL PROGETTO

Un film che segue il corso del Tevere

Le Voci del Tevere è un film che, seguendo il percorso del fiume e i territori che attraversa, rievoca miti, leggende, racconti, mestieri, usanze e tradizioni che hanno segnato la vita delle comunità e il loro rapporto con la natura. Il progetto coinvolge quattro regioni italiane — Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio — e usa il Tevere come linea narrativa capace di connettere luoghi, storie ed esperienze culturali.

La Scheda

  • Titolo: Le Voci del Tevere
  • Formato: mediometraggio / progetto cinematografico culturale
  • Territori coinvolti: Umbria, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna
  • Produzione: Studio Lumière, Perugia
  • Stato del progetto: post-produzione
  • Sostegno: AiCS Nazionale, enti locali, partner territoriali

LA STORIA

La storia di Celesia

La protagonista del film è Celesia, un’adolescente che vive con la nonna Nora in una casa sulle rive del Tevere. I suoi genitori sono scomparsi lungo il fiume mentre cercavano il “libro delle voci”, e da allora la ragazza porta dentro di sé una ferita mai rimarginata.

Durante una notte di malattia, attratta dal suono delle acque e da un canto lontano, Celesia intraprende un viaggio sospeso tra sogno e realtà. Lungo il corso del Tevere incontra personaggi, mestieri, tradizioni ed episodi storici che il fiume custodisce. Il suo diventa così un percorso nella memoria, nella crescita e nella riconciliazione, fino al ritrovamento simbolico del “libro delle voci”.

Un racconto tra paesaggio, comunità e patrimonio immateriale
Nel film il Tevere non è solo uno spazio naturale, ma un archivio vivente di storie, relazioni e culture. Attraverso il linguaggio cinematografico emergono figure e memorie che appartengono ai territori attraversati dal fiume: gli uncinatori di Pretola, le ultime impagliatrici, il processo alla strega Matteuccia, un moderno Bartoccio che richiama l’attenzione sui problemi ambientali del fiume, la leggenda del pesce siluro e l’incontro con Isabella Dalla Ragione nel suo orto archeologico nei pressi di Città di Castello.

È da questi elementi che Le Voci del Tevere costruisce un racconto poetico e civile, capace di valorizzare il patrimonio culturale immateriale e il legame profondo tra persone, paesaggi e memoria.

Un progetto in cammino lungo la Valle del Tevere
Il progetto è nato in Umbria, dove è stato avviato il primo nucleo narrativo e produttivo del film, grazie al lavoro di Studio Lumière e di una rete di professionisti e realtà culturali del territorio. La troupe è composta da professionisti umbri con esperienza nel cinema nazionale, in collaborazione con l’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri e con numerosi partner tecnici e culturali locali.

Successivamente il progetto si è ampliato alla Toscana, sviluppando una nuova sezione ispirata a fatti storici della Val Tiberina. In questa parte entra un nuovo personaggio narratore, interpretato da Jaele Fo, che accompagna la protagonista in ulteriori episodi legati al territorio toscano. L’ampliamento rafforza la vocazione interregionale dell’opera e apre la possibilità di nuovi sviluppi futuri anche verso Lazio ed Emilia-Romagna.

TRAILER E BACKSTAGE

Guarda il trailer del film in Umbria

Il trailer del progetto è già stato presentato in contesti di rilievo nazionale e internazionale: a settembre 2025 all’Expo di Osaka, alla Hollywood Celebrities Lounge in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e a ottobre alla Festa del Cinema di Roma.

Il viaggio in Toscana: scopri il backstage

Il video backstage realizzato da Daniele Lamuraglia, coordinatore del Dipartimento Cultura di AiCS, racconta il lavoro sul set, i luoghi delle riprese e il processo creativo che accompagna questa nuova tappa del progetto.