Dal 9 al 14 marzo a Piani di Luzza, a Udine, nell’ambito di due progetti europei – NextGen e Professional Development Activity: tra le attività, tappa a Cortina per le Paralimpiadi

Sarà AiCS a ospitare a Piani di Luzza, a Forni Avoltri (UD), due meeting internazionali nell’ambito di altrettanti progetti europei volti alla formazione dei giovani operatori sportivi e alla promozione dello sport sociale come strumento di educazione non formale. Dal 9 al 14 marzo 2026, il Bella Italia Village diventerà così un laboratorio europeo di confronto, progettazione e scambio di buone pratiche.

Next Gen – Sport Camp Leaders Academy: dai bisogni formativi alla costruzione dei moduli

Il primo incontro, in programma dal 9 all’11 marzo, è il Transnational Project Meeting del progetto Next Gen Sport Camp, coordinato da AiCS e partecipato dalle organizzazioni Babylonie (Repubblica Ceca), WIPSEE (Francia) e Sportjugend Hessen (Germania) . I partner si ritroveranno per condividere i risultati dei focus group realizzati nei rispettivi Paesi con gli youth workers coinvolti negli scambi giovanili sportivi. Con AiCS saranno presenti anche due esperte dell’organizzazione armena ADC, a testimonianza della dimensione internazionale e collaborativa del percorso.

Dal confronto stanno emergendo elementi molto concreti: da un lato le competenze che gli youth workers utilizzano maggiormente nelle attività di scambio – dalla gestione dei gruppi alla facilitazione dei processi di apprendimento non formale – dall’altro le competenze che sentono il bisogno di rafforzare per rendere le esperienze ancora più efficaci e inclusive.

Il meeting non sarà soltanto un momento di restituzione, ma un vero spazio di co-progettazione. I partner lavoreranno insieme per definire una lista comune di bisogni formativi, individuare gli obiettivi di apprendimento e impostare la struttura dei moduli – online e in presenza – che costituiranno l’ossatura formativa del progetto.

Professional Development Activity: sport sociale ed educazione non formale

In continuità con il primo appuntamento, dal 10 al 14 marzo si terrà il Professional Development Activity, coordinato da Sportjugend Hessen, che vedrà la partecipazione di una rete europea composta da Babylonie (Repubblica Ceca), WIPSEE (Francia), Armavir Development Center NGO (Armenia), Associação de Divulgação Cultural de Mora (Portogallo), United Societies of Balkans (Grecia) e RF-SISU Blekinge (Svezia), oltre naturalmente ad AiCS per l’Italia.

Il tema al centro dei lavori sarà “Social Sport and Non-Formal Education methods to promote the participation of inclusive groups”. L’obiettivo è approfondire come lo sport sociale e le metodologie di educazione non formale possano favorire la partecipazione di gruppi con minori opportunità, rafforzando l’impatto educativo degli scambi giovanili.

Il programma alternerà momenti di presentazione delle attività future delle organizzazioni, lavori in gruppi misti per analizzare punti di forza e criticità delle esperienze realizzate, e laboratori pratici in cui ogni partner proporrà esempi concreti di attività che intrecciano movimento, apprendimento e inclusione.
Particolarmente significativa sarà anche la partecipazione ai Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026, con tappa a Cortina per le gare di wheelchair curling: un’occasione preziosa per riflettere sullo sport come spazio reale di accessibilità, pari opportunità e innovazione sociale.

Durante il meeting sarà inoltre presentata in plenaria la sintesi dei risultati dei focus group del progetto Next Gen, creando un collegamento diretto tra i due percorsi e rafforzando la coerenza dell’intero lavoro.


Una settimana di lavoro europeo tra progettazione e comunità

I due appuntamenti rappresentano un momento strategico per AiCS: non solo per avanzare nel lavoro progettuale, ma per consolidare una rete europea che condivide una stessa visione dello sport come leva educativa e strumento di inclusione sociale.

Le giornate di Piani di Luzza saranno dunque molto più di semplici meeting tecnici: uno spazio di confronto autentico, di costruzione condivisa e di scambio di esperienze, in cui lo sport diventa linguaggio comune capace di unire competenze, culture e prospettive diverse.