Otto squadre e 124 bambini in campo nel torneo promosso nell’ambito del progetto AiCS sostenuto dal MAECI. Ai piccoli calciatori anche il saluto dei pari età della Fiorentina
Un messaggio partito da Budapest e arrivato fino in Ucraina. Dopo la vittoria della Fiorentina Under 11 alla prestigiosa Youth Cup, i giovani calciatori viola hanno voluto inviare un saluto di solidarietà e vicinanza ai loro coetanei ucraini. La risposta è arrivata da Sokilnyky, quartiere di Leopoli in Ucraina, dove, nell’ambito del progetto AiCS Casa Italia Ucraina, si è svolto un torneo di calcio Under 11 che ha coinvolto 8 squadre e 124 bambini.
Una giornata di sport, festa e partecipazione, in un Paese ancora segnato dalla guerra, dove il calcio è diventato ancora una volta linguaggio comune, capace di superare distanze e confini. Nel corso della manifestazione sono stati consegnati numerosi premi ai giovani partecipanti. Tra questi, anche un riconoscimento speciale a una bambina, premiata per il coraggio e la determinazione dimostrati in campo.
A rendere ancora più forte il legame tra i bambini italiani e quelli ucraini, il premio assegnato al miglior giocatore del torneo: una giacca della Fiorentina, donata da un componente della squadra toscana. Un gesto semplice, raccolto con emozione dai piccoli atleti ucraini, che hanno risposto con un saluto corale ai loro coetanei viola.
È anche attraverso momenti come questo che prende forma il lavoro di AiCS Casa Italia – Centro di sostegno e inclusione per i minori orfani di guerra e le comunità vulnerabili in Ucraina, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e attivo a Leopoli per offrire a bambini, adolescenti e famiglie supporto psicologico, educativo, sportivo, culturale e umanitario.
Il progetto, promosso da AiCS e portato avanti da Giovanni Colosimo – delegato di AiCS in Ucraina e centro Europa -, prevede attività sportive inclusive, percorsi educativi e culturali, sostegno psicosociale e iniziative comunitarie rivolte ai minori colpiti dal conflitto e alle comunità più fragili.
A Sokilnyky, il torneo Under 11 ha mostrato ancora una volta il valore più autentico dello sport: non solo competizione, ma vicinanza, riconoscimento, cura. Perché, anche in un tempo di guerra, il saluto tra bambini può diventare un messaggio potente di amicizia e speranza.




