Dal 3 al 17 agosto mare, sport, cultura e socialità per i minori colpiti dalla guerra. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con le istituzioni ucraine e prosegue il lavoro permanente di AiCS Casa Italia a Leopoli
Dal 3 al 17 agosto, quindici bambini e ragazzi ucraini orfani di guerra hanno trascorso due settimane tra Sicilia e Calabria, lontano dalle sirene e dai bombardamenti, accompagnati dai volontari di AiCS Casa Italia.
Per loro il soggiorno ha significato mare, escursioni, sport, cultura, feste di compleanno, scoperta del territorio e soprattutto la possibilità di vivere, almeno per qualche giorno, una quotidianità fatta di serenità e normalità.
L’iniziativa ha dato continuità, per il secondo anno consecutivo, a un’esperienza di accoglienza avviata da AiCS ben prima dell’apertura del presidio stabile di Casa Italia a Leopoli.
Dall’Ucraina all’Italia grazie a una rete di collaborazione
La partecipazione dei 15 minori è stata resa possibile dalla collaborazione con la Direzione per le Politiche dei Veterani dell’Amministrazione Statale Regionale di Khmelnytskyi, guidata dalla direttrice Inna Pikalo, già ospite di Casa Italia a Leopoli, e con i Comuni ucraini di Sokilnyky e Obroshine.
Tra i partecipanti anche bambini sfollati dalle aree interessate dall’invasione russa.
Una volta arrivato in Italia, il progetto ha trovato a Messina una rete pronta ad accogliere i ragazzi grazie alla collaborazione dell’associazione “Arca senza Confini”, guidata dalla presidente Marika Monforte, e della Parrocchia San Giacomo Apostolo il Maggiore, con padre Giovanni Amante.
Intorno ai minori si è così costruita una comunità capace di accompagnarli durante l’intero soggiorno e di trasformare la vacanza in un’esperienza di incontro, relazione e condivisione.
I bambini e le bambine sono state accolte anche a Palazzo Zanca, sede del Municipio dove ad attenderli c’era il sindaco Federico Basile, per uno scambio di doni.
Il Palazzo della Prefettura, chiuso in segno di lutto cittadino, abbracciava comunque l’arrivo del gruppo: la Prefetta Cosima Di Stani ha chiesto ai ragazzini ucraini di consegnare un mazzo di fiori al passaggio del Carro votivo dedicato alla ricorrenza religiosa.
Il ruolo di AiCS Casa Itali
A coordinare le attività, insieme ai volontari, è stato Giovanni Colosimo, delegato AiCS Centro Europa e Ucraina e direttore di AiCS Casa Italia, da anni impegnato nelle iniziative di solidarietà rivolte ai minori e alle famiglie colpite dalla guerra.
Il senso del progetto va infatti oltre le due settimane trascorse in Italia: offrire un periodo di sollievo, ma soprattutto costruire una relazione capace di continuare nel tempo.
Il 17 agosto, al momento della partenza, i saluti all’aeroporto sono stati inevitabilmente carichi di emozione. Ma quello tra i ragazzi e i volontari di AiCS Casa Italia non è stato un addio.
Il lavoro continua a Leopoli
Subito dopo il soggiorno, le attività sono infatti proseguite in Ucraina. A Leopoli, AiCS Casa Italia ha fatto arrivare numerosi doni destinati a un orfanotrofio, proseguendo il proprio impegno quotidiano accanto ai minori e alle comunità più vulnerabili.
Casa Italia rappresenta ormai un presidio permanente nel quale sport, educazione, attività culturali, sostegno e occasioni di socialità diventano strumenti di prossimità e accompagnamento.
È proprio questa continuità a dare senso anche alle giornate trascorse tra Sicilia e Calabria: non una vacanza isolata, ma una tappa di un percorso più ampio di cura delle relazioni e sostegno alle comunità colpite dalla guerra.
Perché offrire a questi bambini qualche giorno senza sirene, paura e bombardamenti significa anche restituire loro, almeno temporaneamente, il diritto più semplice: poter essere soltanto bambini.
Questa versione secondo me chiarisce meglio quello che negli appunti era un po’ disperso: chi seleziona e rende possibile la partecipazione dei ragazzi, chi li accoglie in Italia e cosa succede dopo il loro rientro.

