
“Il Mondiale – osserva Molea – è la locomotiva del calcio a tutti i livelli: muove economia, partecipazione, passione popolare e rappresenta un potente fattore di coesione sociale. Restarne fuori ancora una volta non è solo una delusione sportiva, ma un segnale che impone un cambio di rotta”.
Secondo il presidente di AiCS, “il rammarico più grande riguarda anche i tanti giovani che nello sport cercano modelli, stimoli, occasioni di crescita e futuro. I grandi eventi internazionali alimentano appartenenza, entusiasmo e comunità; la loro assenza lascia inevitabilmente un vuoto”.
“Per questo – conclude Molea – bisogna ripartire dal calcio di base, dare più spazio ai giovani talenti e restituire centralità alla funzione educativa e sociale dello sport. Senza un legame più forte tra vertice e territori, sarà difficile costruire il rilancio di cui il calcio italiano ha bisogno”.
(foto Ansa)


