Il Comitato provinciale collabora al progetto promosso dal Panathlon Club con il patrocinio del Comune: trenta ragazzi avviati all’atletica leggera
Sport come strumento di integrazione, relazione e crescita. A Cremona sta riscuotendo grande apprezzamento il progetto promosso dal Panathlon Club locale, con il patrocinio del Comune di Cremona, per l’attivazione di percorsi sportivi rivolti a minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio cittadino.
L’iniziativa, partita nella seconda metà di giugno e attiva fino alla fine di luglio, riprenderà poi a pieno regime nel mese di settembre. Determinante, nella realizzazione del percorso, il contributo del Comitato provinciale AiCS di Cremona, presieduto da Enrica Lena, che ha messo a disposizione l’esperienza maturata in questi anni nel lavoro sportivo e formativo con giovani stranieri, minori in situazione di fragilità e neomaggiorenni in cerca di piena integrazione nel tessuto sociale italiano.
Dal 2019, anche grazie all’impegno dell’ASD Aretè, il Comitato AiCS di Cremona ha avvicinato numerosi giovani alla pratica sportiva, in particolare all’atletica leggera, ottenendo risultati significativi sia sul piano educativo sia su quello agonistico. Tra le esperienze più rilevanti, quelle di atleti cresciuti nel percorso AiCS come Mustapha Manga e Abdurahman Gumaneh, capaci di raggiungere record nazionali per il Gambia; di Jennifer Ezeoha, campionessa italiana juniores nella staffetta 4×400 e poi beneficiaria di una borsa di studio negli Stati Uniti; e di Mously Sokhna Niang, atleta paralimpica senegalese qualificata per Parigi 2024.
Forte di questo percorso, AiCS Cremona ha aderito con entusiasmo all’iniziativa proposta dal Panathlon, anche attraverso l’impegno del consigliere AiCS Renato Bandera e del presidente dell’ASD Aretè, Filippo Ferrari.
Dei circa 80 ragazzi coinvolti complessivamente nel progetto, 30 sono stati avviati all’atletica leggera sotto la guida di istruttori provenienti a loro volta da Paesi extraeuropei e oggi pienamente inseriti nella comunità. L’italiano è stato utilizzato come lingua comune, affiancato, quando necessario, da arabo, inglese e francese per facilitare la comprensione tecnica.
I giovani partecipanti, provenienti da sei diverse comunità cittadine impegnate nella loro accoglienza e formazione, hanno risposto con entusiasmo alla proposta sportiva, scoprendo in molti casi per la prima volta le basi dell’atletica leggera e manifestando il desiderio di proseguire l’attività anche in futuro.
Il risultato più importante, oltre alla partecipazione numerica, è stato il progressivo consolidarsi di relazioni positive tra ragazzi coetanei, istruttori e operatori. Un’esperienza che conferma il valore dello sport come spazio concreto di inclusione, apprendimento e cittadinanza, capace di trasformare la pratica motoria in occasione di incontro e integrazione reale.

