
Origini e percorso personale
Nato l’11 maggio 1967 a San Vito al Tagliamento (Pordenone), Alvise De Vidi è paraplegico a seguito di un incidente. Nonostante le difficoltà, si avvicina allo sport con grande determinazione, trovando nell’atletica una forma di espressione e riscatto personale.
Fin da subito mostrò una straordinaria predisposizione per le gare di resistenza, distinguendosi per tenacia, capacità di soffrire e grande forza mentale.
Carriera paralimpica
De Vidi è stato uno degli atleti più vincenti nella storia dello sport paralimpico italiano. Ha partecipato a diverse edizioni dei Giochi Paralimpici, conquistando un palmarès eccezionale:
- 3 medaglie d’oro paralimpiche
- 2 medaglie d’argento
- 1 medaglia di bronzo
Tra i suoi risultati più importanti:
- Giochi Paralimpici di Atlanta 1996:
- oro nella maratona
- oro nei 10.000 metri
- Giochi Paralimpici di Sydney 2000:
- oro nei 10.000 metri
A questi successi si aggiungono numerose medaglie ai Campionati Mondiali e importanti vittorie nelle principali maratone internazionali.
Stile e caratteristiche
Alvise De Vidi era noto per:
- eccezionale resistenza aerobica,
- capacità di mantenere ritmi elevati su lunghe distanze,
- gestione strategica della gara,
- grande determinazione e spirito competitivo.
La sua forza risiedeva nella continuità e nella capacità di affrontare la fatica con lucidità.
Vita dopo lo sport
Dopo il ritiro dall’attività agonistica, De Vidi ha continuato a essere un punto di riferimento per lo sport paralimpico italiano, impegnandosi nella promozione dello sport come strumento di inclusione e crescita personale.
Eredità sportiva
Alvise De Vidi è considerato uno dei più grandi atleti paralimpici italiani di sempre. La sua carriera rappresenta un esempio di:
- resilienza,
- determinazione,
- eccellenza sportiva.
Il suo contributo ha aiutato a dare maggiore visibilità all’atletica paralimpica, ispirando nuove generazioni di atleti e contribuendo alla crescita del movimento sportivo inclusivo in Italia.
Da Wikisport.eu, enciclopedia mondiale dello sport a cura di Daniele Masala, giornalista e campione olimpico
Fonte foto: memoriaparalimpica.it


