Alvise De Vidi (San Biagio di Callalta30 aprile 1966), è un ex atleta paralimpico italiano, tra i più grandi interpreti mondiali dell’atletica leggera in carrozzina. Specialista delle gare di mezzofondo, fondo e maratona, è stato uno dei protagonisti assoluti del movimento paralimpico internazionale tra gli anni ’90 e i primi anni 2000.

Origini e percorso personale

Nato l’11 maggio 1967 a San Vito al Tagliamento (Pordenone), Alvise De Vidi è paraplegico a seguito di un incidente. Nonostante le difficoltà, si avvicina allo sport con grande determinazione, trovando nell’atletica una forma di espressione e riscatto personale.

Fin da subito mostrò una straordinaria predisposizione per le gare di resistenza, distinguendosi per tenacia, capacità di soffrire e grande forza mentale.


Carriera paralimpica

De Vidi è stato uno degli atleti più vincenti nella storia dello sport paralimpico italiano. Ha partecipato a diverse edizioni dei Giochi Paralimpici, conquistando un palmarès eccezionale:

  • 3 medaglie d’oro paralimpiche
  • 2 medaglie d’argento
  • 1 medaglia di bronzo

Tra i suoi risultati più importanti:

  • Giochi Paralimpici di Atlanta 1996:
    • oro nella maratona
    • oro nei 10.000 metri
  • Giochi Paralimpici di Sydney 2000:
    • oro nei 10.000 metri

A questi successi si aggiungono numerose medaglie ai Campionati Mondiali e importanti vittorie nelle principali maratone internazionali.

Stile e caratteristiche

Alvise De Vidi era noto per:

  • eccezionale resistenza aerobica,
  • capacità di mantenere ritmi elevati su lunghe distanze,
  • gestione strategica della gara,
  • grande determinazione e spirito competitivo.

La sua forza risiedeva nella continuità e nella capacità di affrontare la fatica con lucidità.

Vita dopo lo sport

Dopo il ritiro dall’attività agonistica, De Vidi ha continuato a essere un punto di riferimento per lo sport paralimpico italiano, impegnandosi nella promozione dello sport come strumento di inclusione e crescita personale.

Eredità sportiva

Alvise De Vidi è considerato uno dei più grandi atleti paralimpici italiani di sempre. La sua carriera rappresenta un esempio di:

  • resilienza,
  • determinazione,
  • eccellenza sportiva.

Il suo contributo ha aiutato a dare maggiore visibilità all’atletica paralimpica, ispirando nuove generazioni di atleti e contribuendo alla crescita del movimento sportivo inclusivo in Italia.

Da Wikisport.eu, enciclopedia mondiale dello sport a cura di Daniele Masala, giornalista e campione olimpico

Fonte foto: memoriaparalimpica.it