Boston Celtics vs Los Angeles Lakers 4/5/02[/caption]Dražen Petrović nacque a Šibenik, nell’allora Jugoslavia, il 22 ottobre 1964. Considerato uno dei più grandi cestisti europei di sempre, fu una delle figure che contribuirono in modo decisivo ad aprire la strada ai giocatori europei nel basket NBA. Guardia dal talento offensivo straordinario, era celebre per la rapidità di esecuzione, il tiro dalla distanza, la capacità di creare punti in ogni situazione e una competitività fuori dal comune.
Cominciò a giocare giovanissimo con la Šibenka, la squadra della sua città. Il suo talento emerse rapidamente e già da adolescente divenne protagonista a livello nazionale ed europeo. Nel 1984 passò al Cibona Zagabria, con cui visse alcune delle stagioni più importanti della sua carriera. Con il club croato vinse due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1985 e nel 1986, oltre a numerosi trofei nazionali. In quegli anni consolidò la fama di realizzatore eccezionale: in una partita del campionato jugoslavo arrivò a segnare 112 punti.
Nel 1988 si trasferì al Real Madrid. Anche in Spagna lasciò immediatamente il segno, vincendo la Coppa del Re e la Coppa delle Coppe nel 1989. Nello stesso periodo raggiunse l’apice anche con la nazionale jugoslava: nel 1989 conquistò il titolo europeo e nel 1990 il Campionato del Mondo in Argentina. A questi successi si aggiunsero il bronzo olimpico di Los Angeles 1984 e l’argento di Seul 1988.
Il passaggio negli Stati Uniti rappresentò una nuova sfida. I Portland Trail Blazers lo avevano scelto al Draft NBA del 1986, ma Petrović arrivò effettivamente in NBA nel 1989. A Portland trovò inizialmente poco spazio, una situazione difficile per un giocatore abituato ad avere un ruolo centrale. La svolta arrivò nel gennaio 1991, quando fu ceduto ai New Jersey Nets.
Con i Nets riuscì finalmente a mostrare anche al pubblico americano il proprio valore. Nella stagione 1991-92 superò i 20 punti di media a partita, mentre nel 1992-93 salì a 22,3 punti per gara, tirando con grande precisione sia dal campo sia da tre punti. Al termine di quella stagione fu inserito nell’All-NBA Third Team, un riconoscimento particolarmente significativo per un giocatore europeo in un’epoca in cui la presenza internazionale nella lega era ancora molto più limitata rispetto a oggi.
Dopo la dissoluzione della Jugoslavia, Petrović divenne uno dei simboli della nazionale croata. Alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 guidò la Croazia fino alla finale contro il celebre Dream Team degli Stati Uniti, conquistando la medaglia d’argento. In quel torneo fu ancora una volta uno dei principali riferimenti offensivi della squadra e contribuì a dare grande visibilità internazionale al nuovo movimento cestistico croato.
La sua carriera si interruppe tragicamente il 7 giugno 1993, quando morì a soli 28 anni in un incidente automobilistico in Germania. La scomparsa avvenne nel pieno della maturità sportiva, proprio mentre Petrović si era affermato stabilmente tra i migliori giocatori della NBA e sembrava destinato a raggiungere nuovi traguardi.
Il suo impatto sul basket è rimasto enorme. I New Jersey Nets hanno ritirato la sua maglia numero 3. Nel 2002 è stato inserito postumo nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame e nel 2007 nella FIBA Hall of Fame. Il suo nome continua a essere associato non soltanto ai grandi risultati ottenuti in Europa, in nazionale e nella NBA, ma anche al ruolo di pioniere per le generazioni di giocatori europei che, negli anni successivi, avrebbero trovato sempre maggiore spazio nel basket nordamericano.
Dražen Petrović è ricordato ancora oggi con soprannomi come “Mozart del basket” e “genio di Šibenik”. La sua combinazione di talento, determinazione e personalità competitiva lo ha trasformato in una figura simbolica dello sport europeo e in uno dei cestisti più influenti della sua generazione.
Da Wikisport.eu, enciclopedia dello sport a cura di Daniele Masala, giornalista e campione olimpico
Fonte foto: Di Cavic = Steve Lipofsky – http://www.basketballphoto.com/NBA_Basketball_Photographs.htm, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18400202

