
La sua carriera professionistica iniziò con l’Ajax, club con il quale si affermò rapidamente nel calcio olandese e internazionale. Sotto la guida di Louis van Gaal divenne il titolare di una squadra giovane e di grande talento. Il momento più importante di quel periodo arrivò nella stagione 1994-1995, quando l’Ajax conquistò la UEFA Champions League battendo il Milan in finale. Van der Sar aveva appena 24 anni e fu uno dei protagonisti di quella generazione che riportò il club di Amsterdam al vertice d’Europa.
Con l’Ajax vinse numerosi trofei nazionali e internazionali, contribuendo a un ciclo particolarmente brillante della storia del club. La sua capacità di partecipare alla costruzione dell’azione lo rese un portiere moderno per l’epoca: non soltanto efficace tra i pali, ma anche capace di giocare con precisione fuori dall’area piccola e di avviare la manovra della squadra.
Nel 1999 lasciò l’Ajax e si trasferì alla Juventus. L’esperienza italiana durò due stagioni e nel 2001 passò al Fulham, in Inghilterra. La scelta del club londinese, inizialmente percepita come un passo indietro rispetto ai vertici europei raggiunti negli anni precedenti, gli permise invece di rilanciarsi in Premier League e di attirare nuovamente l’attenzione dei grandi club.
Nel 2005, a 34 anni, fu acquistato dal Manchester United. A Old Trafford trovò una seconda fase straordinaria della propria carriera e divenne il punto di riferimento della porta della squadra di Sir Alex Ferguson. Con lo United conquistò quattro titoli di Premier League e soprattutto la UEFA Champions League 2007-2008.
La finale di Mosca contro il Chelsea rimane una delle immagini simbolo della sua carriera. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari, la partita si decise ai calci di rigore. Van der Sar parò il tiro di Nicolas Anelka, consegnando al Manchester United il trofeo europeo. Quella vittoria arrivò tredici anni dopo il suo primo successo in Champions League con l’Ajax, un intervallo eccezionale che testimonia la longevità della sua carriera.
Nella stagione 2008-2009 stabilì inoltre un primato di grande rilievo in Premier League, rimanendo senza subire gol per 1.311 minuti consecutivi. La sua continuità di rendimento fu uno degli elementi fondamentali del Manchester United di quegli anni.
Van der Sar ebbe una carriera altrettanto importante con la nazionale dei Paesi Bassi. Esordì nel 1995 e collezionò 130 presenze, diventando per diversi anni il calciatore con il maggior numero di apparizioni nella storia della selezione olandese. Partecipò a numerose edizioni dei Campionati Europei e dei Mondiali, rappresentando per oltre un decennio una presenza costante tra i pali degli Oranje.
Si ritirò dal calcio professionistico nel 2011, dopo aver disputato con il Manchester United la finale di Champions League contro il Barcellona a Wembley. Chiuse così una carriera caratterizzata da successi in epoche e contesti differenti, iniziata nei primi anni Novanta e conclusa quando aveva già compiuto 40 anni.
Dopo il ritiro intraprese anche un percorso dirigenziale all’Ajax, mettendo a disposizione del club l’esperienza maturata nel calcio internazionale. Al di là dei trofei, Van der Sar è ricordato come uno dei portieri che hanno contribuito maggiormente all’evoluzione moderna del ruolo: alto, tecnicamente pulito, sicuro nelle uscite e particolarmente efficace nella gestione del pallone con i piedi.
La sua carriera comprende due UEFA Champions League vinte con due club diversi, numerosi campionati nazionali e 130 presenze con la nazionale olandese. La capacità di mantenersi competitivo per oltre due decenni e di conquistare alcuni dei trofei più importanti del calcio europeo lo ha reso una delle figure di riferimento tra i portieri della sua epoca.
Da Wikisport.eu, enciclopedia mondiale dello sport a cura di Daniele Masala, giornalista e campione olimpico
Fonte foto: Di Austin Osuide – Uploaded to Flickr with the name Van TheMan, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1601548

