
La sua immagine è rimasta indissolubilmente associata a uno dei momenti più celebri della storia del calcio italiano: la corsa e l’esultanza dopo il gol del 2-0 realizzato contro la Germania Ovest nella finale dei Mondiali del 1982. Quell’esultanza, passata alla storia come “l’urlo di Tardelli”, è diventata uno dei simboli della vittoria italiana in Spagna e una delle immagini più riconoscibili nella storia della Coppa del Mondo.
Tardelli muove i primi passi nel calcio nel San Martino, formazione della zona di Pisa. Nel 1972, a diciotto anni, viene acquistato dal Pisa, con il quale inizia la carriera nei campionati professionistici. Con la squadra nerazzurra disputa due stagioni, collezionando complessivamente 41 presenze e 4 reti.
Le sue prestazioni attirano l’attenzione di società di categoria superiore e nel 1974 passa al Como, che milita in Serie B. L’esperienza lombarda dura una sola stagione ma si rivela decisiva per la sua carriera. Le qualità atletiche e tecniche del giovane centrocampista convincono infatti la Juventus a investire su di lui.
Nell’estate del 1975 Tardelli approda alla Juventus, iniziando il periodo più importante della propria carriera. Esordisce in Serie A il 5 ottobre 1975, nella partita Juventus-Verona terminata 2-1.
Rimane a Torino per dieci stagioni, dal 1975 al 1985, diventando uno degli elementi fondamentali della squadra. La Juventus di quegli anni, guidata per gran parte del periodo da Giovanni Trapattoni, rappresenta una delle formazioni dominanti del calcio italiano e progressivamente riesce ad affermarsi anche nelle competizioni europee.
Tardelli interpreta il ruolo di centrocampista in maniera particolarmente moderna per la sua epoca. È capace di contribuire alla fase difensiva, recuperare palloni, accompagnare l’azione offensiva e inserirsi verso l’area avversaria. La rapidità e la capacità di accelerazione gli valgono anche il soprannome di “Schizzo”.
Con la Juventus conquista cinque campionati italiani, nelle stagioni 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82 e 1983-84, oltre a due Coppe Italia, vinte nelle stagioni 1978-79 e 1982-83.
Particolarmente significativa è però la dimensione internazionale dei successi ottenuti con la società bianconera.
Nel 1977 la Juventus conquista la Coppa UEFA, primo grande trofeo internazionale della storia del club. Tardelli ha un ruolo importante anche nella finale contro l’Athletic Bilbao: nella gara d’andata disputata a Torino il 4 maggio 1977, realizza la rete con cui la Juventus si impone per 1-0. Nel ritorno in Spagna i bianconeri perdono 2-1 ma conquistano comunque il trofeo grazie alla regola dei gol segnati in trasferta.
Nel 1984 arriva la Coppa delle Coppe, conquistata battendo in finale il Porto per 2-1 a Basilea. Nello stesso anno la Juventus conquista anche la Supercoppa UEFA, superando il Liverpool.
La serie dei successi europei culmina nella stagione 1984-85, quando la Juventus vince per la prima volta la Coppa dei Campioni. La finale contro il Liverpool, disputata il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, viene però segnata dalla tragedia avvenuta prima della partita, nella quale morirono 39 persone. Sul campo la Juventus vinse 1-0 grazie a un calcio di rigore realizzato da Michel Platini.
Conquistando Coppa UEFA, Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni durante la sua permanenza a Torino, Tardelli fa parte della generazione juventina capace di vincere le tre principali competizioni UEFA per club allora esistenti.
Parallelamente ai successi con la Juventus si sviluppa la sua lunga esperienza con la Nazionale italiana.
Tardelli esordisce in azzurro il 7 aprile 1976, nella vittoria per 3-1 contro il Portogallo. Il commissario tecnico Enzo Bearzot lo considera progressivamente uno degli elementi fondamentali del proprio centrocampo.
Partecipa al Campionato del Mondo 1978 in Argentina, torneo nel quale l’Italia propone un calcio particolarmente efficace e conclude al quarto posto. Gli Azzurri vengono sconfitti dai Paesi Bassi nella seconda fase e successivamente dal Brasile nella finale per il terzo posto.
Tardelli partecipa anche al Campionato Europeo del 1980, organizzato in Italia. La Nazionale raggiunge nuovamente la finale per il terzo posto, persa ai calci di rigore contro la Cecoslovacchia.
Il momento più importante della sua carriera internazionale arriva però nel 1982, quando viene convocato da Enzo Bearzot per il Campionato del Mondo disputato in Spagna.
L’Italia supera con difficoltà la prima fase, pareggiando contro Polonia, Perù e Camerun. Nella seconda fase del torneo gli Azzurri cambiano completamente rendimento. Battono prima l’Argentina campione del mondo in carica per 2-1 e successivamente il Brasile per 3-2, nella celebre partita giocata allo stadio Sarriá di Barcellona.
Tardelli è protagonista già contro l’Argentina, realizzando al 56º minuto il primo gol dell’incontro. L’Italia vincerà poi 2-1. Il gol è documentato negli archivi ufficiali FIFA.
Superato il Brasile, l’Italia affronta nuovamente la Polonia nella semifinale e vince 2-0 grazie a una doppietta di Paolo Rossi.
L’11 luglio 1982, allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, Italia e Germania Ovest si affrontano nella finale della Coppa del Mondo.
Dopo un primo tempo terminato senza reti, Paolo Rossi porta l’Italia in vantaggio. Al 69º minuto arriva il momento destinato a rendere immortale Marco Tardelli nella memoria sportiva italiana.
Al termine di un’azione costruita dagli Azzurri, Tardelli riceve il pallone al limite dell’area e conclude con il sinistro, battendo il portiere tedesco Harald Schumacher e portando l’Italia sul 2-0.
Immediatamente dopo il gol comincia a correre verso la panchina italiana con le braccia aperte e i pugni serrati, scuotendo la testa e gridando ripetutamente per la gioia.
Quella corsa diventa “l’urlo di Tardelli”.
La FIFA considera ancora oggi quella celebrazione una delle immagini più iconiche nella storia della Coppa del Mondo. L’Italia segna successivamente il terzo gol con Alessandro Altobelli; Paul Breitner realizza la rete tedesca e la finale termina 3-1.
L’Italia conquista così il proprio terzo titolo mondiale, dopo quelli del 1934 e del 1938, e Marco Tardelli diventa campione del mondo.
L’importanza della sua prestazione in Spagna non si limita al gol della finale. Tardelli è uno dei punti di riferimento del centrocampo di Bearzot e realizza due reti nel torneo, entrambe in partite fondamentali: contro l’Argentina e contro la Germania Ovest nella finale.
Continua a vestire la maglia della Nazionale anche negli anni successivi. Complessivamente, secondo i dati della FIGC, conclude la propria esperienza azzurra con 81 presenze e 6 reti.
Nel 1985, dopo dieci stagioni alla Juventus, Tardelli lascia Torino e passa all’Inter.
La sua esperienza nerazzurra dura due stagioni. Arrivato ormai oltre i trent’anni, non riesce a ripetere completamente il livello di rendimento che aveva caratterizzato il lungo periodo juventino, ma continua a giocare nel massimo campionato italiano.
Nel 1987 lascia l’Italia e si trasferisce in Svizzera al San Gallo, dove disputa la stagione 1987-88 prima di concludere la carriera da calciatore.
Terminata l’attività agonistica, Tardelli rimane nel mondo del calcio e intraprende la carriera di allenatore.
Comincia lavorando nel settore delle Nazionali giovanili italiane. Allena inizialmente la Nazionale Under 16 e successivamente lavora come collaboratore di Cesare Maldini nell’Under 21.
Passa quindi al calcio di club. Tra le sue prime esperienze figura quella sulla panchina del Como, con il quale ottiene la promozione in Serie A nel 1994. Successivamente guida il Cesena.
Nel 1996 torna nell’ambito della Federazione italiana, entrando nello staff della Nazionale maggiore al fianco del commissario tecnico Cesare Maldini.
Nel 1997 guida inoltre la rappresentativa italiana Under 23 ai Giochi del Mediterraneo di Bari, competizione vinta dall’Italia.
Sempre nel 1997 assume la responsabilità della Nazionale italiana Under 21. È proprio alla guida degli Azzurrini che Tardelli conquista il risultato più importante della propria carriera da allenatore.
Nel 2000 conduce infatti l’Italia alla vittoria del Campionato Europeo Under 21, disputato in Slovacchia. La Nazionale italiana supera la Repubblica Ceca per 2-1 nella finale di Bratislava, grazie a due reti di Andrea Pirlo.
Il successo europeo porta Tardelli nuovamente all’Inter, questa volta come allenatore della prima squadra, nella stagione 2000-01. L’esperienza sulla panchina nerazzurra si conclude però dopo una sola stagione.
Negli anni successivi allena anche il Bari, la Nazionale egiziana e l’Arezzo.
Nel 2008 inizia un’altra lunga esperienza internazionale, quando Giovanni Trapattoni lo sceglie come proprio collaboratore alla guida della Nazionale della Repubblica d’Irlanda. Tardelli ricopre il ruolo di viceallenatore fino al 2013.
Conclusa progressivamente l’attività tecnica ai massimi livelli, continua a essere presente nel mondo del calcio anche come dirigente, opinionista e commentatore televisivo.
Il palmarès da calciatore testimonia l’importanza della sua carriera. Con la Juventus conquistò cinque Scudetti, due Coppe Italia, una Coppa UEFA, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA e una Coppa dei Campioni. Con la Nazionale italiana vinse il Campionato del Mondo del 1982.
Da allenatore aggiunse al proprio palmarès il Campionato Europeo Under 21 del 2000.
Marco Tardelli appartiene alla generazione di calciatori che trasformò la Juventus in una delle principali potenze europee e che riportò l’Italia sul tetto del mondo dopo quarantaquattro anni.
Tra tutti i risultati ottenuti, tuttavia, un’immagine continua a rappresentarlo più di ogni altra: quella dell’11 luglio 1982, quando, dopo aver segnato il secondo gol dell’Italia nella finale contro la Germania Ovest, corse sul prato del Santiago Bernabéu gridando di gioia.
Quell’“urlo” non rappresenta soltanto il momento più famoso della carriera di Marco Tardelli, ma è diventato una delle immagini simbolo della vittoria dell’Italia ai Mondiali del 1982 e, più in generale, della storia della Nazionale italiana.
Da Wikisport.eu, enciclopedia mondiale dello sport a cura di Daniele Masala – giornalista e campione olimpico
Fonte foto: Di sconosciuto – (EN) < V for J > Juventus Vintage, su vforj.tumblr.com.[collegamento interrotto], Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4879612

